Prospettive, nei panni degli altri.

martedì 10 novembre 2009


Viviamo in un mondo in cui ogni giorno è fatto di decine di cose da fare, tutte urgenti, tutte importanti (ma poi sarà vero?) e tutte con un discreto consumo di energie fisiche ma soprattutto psichiche.
Potremmo dire, come si usa, che viviamo da stressati, anche se la maggior parte delle volte, si confonde con un po' di stanchezza.

In questo nostro sfrecciare quotidiano sollevando all'infinito il livello d'attenzione e di guardia per tutto ciò che potrebbe accadere, paradossalmente sottovalutiamo o non consideriamo ciò che accade realmente.

In questo nostro "autoimmunizzarci" da ciò che ci succede intorno, perdiamo di vista completamente ciò che riguarda gli altri e in particolare l'importanza di ciò che fanno gli altri. Loro, come noi, si spendono in ciò che fanno. Ad ognuno di noi non da forse fastidio quando veniamo sottovalutati o non considerati per ciò che facciamo?

Siamo accecati dalla routine (nel vero senso della parola). Vediamo tutto come ci aspettiamo che sia o come siamo abituati a vederlo, non com'è realmente; sia con le cose sia con l persone e con quello che fanno o dicono.

Dovremmo metterci un po' più nei panni degli altri per poter capire fino in fondo ; guardare da una diversa prospettiva.

Facciamo una prova semplice:

nella stanza dove vi trovate, o anche in un altra se preferite, provate a sedevi per terra in un punto in cui non vi siete mai seduti o comunque in un punto nel quale per nessuna ragione avreste mai pensato di sedervi.
Una volta seduti, guardatevi tutto attorno, quei mobili, quei libri, quei poster o quadri, non sono diversi da come li avete sempre visti.
Avete visto coma cambia la prospettiva?


Forse Non Tutti Sanno Che

domenica 8 novembre 2009



Perchè l'amaro fa digerire?

Un amaro è ottenuto dalla macerazione di erbe, fiori cortecce in alcool.
La caratteristica di tali bevande, è l'avere un gusto amaro [anche se forzato: nomen omen :)] .
Questa "amarezza" stimola l'intestino che si attiva e il reflusso causato fa aumentare la salivazione e
la secrezione di succhi gastrici. Questa funzione è coadiuvata dall'alcool (la cui gradazione deve essere bassa, altrimenti la vasodilatazione anzichè aiutare, rallenta la digestione).
L'alcool ha anche l'effetto di alleviare il senso di pesantezza agendo sul sistema nervoso.
Per un effettivo aiuto alla digestione, bisogna puntare su amari a bassa gradazione alcoolica e bassa
percentuale di zucchero (altrimenti non si fa altro che aggiungere altre calorie). Basti dire che alcuni di quelli venduti in farmacia hanno una gradazione inferiore ai 10 gradi.

Nemico Pubblico

sabato 7 novembre 2009


Un buon film a un soffio dall'essere ottimo.
Come capita spesso, durante la proiezione, si viene rapiti dal carisma del cattivo (in questo caso il gangster Depp/Dillinger) e si sta completamente dalla sua parte.

Essendo tratto da una storia vera, non ha l'andamento di una favola, forse questo rende la pellicola agli occhi dello spettatore un po' meno bella - a sensazione - di quello che è in realtà. Ve lo consiglio perchè è uno di quei film che cattura.
Forse non al massimo ne Depp ne Bale, ma è solo una mia impressione.
Oltre al trailer del film, sotto trovate anche la colonna sonora che accompagna diverse scene del film, davvero pregevole; a me piace tantissimo!
VOTO 8 -







Non So

venerdì 6 novembre 2009


Prima della domanda nodale di questo post, che trovate giù in fondo, le definizioni di due parole...

Sezione Zingarelli
♦còs̤a

[lat. causa(m) ‘causa’, che, attrav. il senso di ‘affare’, sostituisce rēs; sec. XII]

A s. f.

1 Nome generico usato per indicare un'entità materiale o ideale, concreta o astratta: le cose corporee, materiali, spirituali; cose da mangiare; la miglior cosa, la peggior cosa; per nessuna cosa al mondo │ Per prima cosa, prima di tutto │ Sopra ogni cosa, più di tutto │ Credersi qualche cosa, una gran cosa, chissà che cosa, darsi importanza │ Non è cosa, (merid.) non è possibile, è assurdo │ Cos'è, cosa non è, (colloq.) guarda caso, stranamente, tutto a un tratto │ Avere qualche cosa contro qlcu., nutrire rancore │ Essere tutt'altra cosa, completamente diverso │ Fra le altre cose, oltre al resto │ Le cose, (fam., eufem.) le mestruazioni │ La cosa pubblica, lo Stato │ La somma delle cose, (lett.) l'autorità suprema │ PROV. Cosa fatta capo ha, V. capo nel. sign. III 1 │ †Se cosa fosse, se avvenisse.



Sezione Zingarelli

♦quànto
(1)

[lat. quăntu(m), da quăm (V. quamquam); av. 1250]

A agg. interr. (Si può elidere davanti a parole che cominciano per vocale: quant'era?; quant'altri)

• Si usa in prop. interr. dirette e indirette e in prop. dubitative allo scopo di conoscere la quantità, la misura, il numero di qlco. o di qlcu.: quanto tempo impiegherai?; quante volte ti ha scritto?; quanto denaro guadagnate?; quante persone hanno risposto all'inserzione?; vorrei sapere quanta stoffa ci vuole; non mi ha detto quanti anni ha; gli ho chiesto per quanti mesi sarà assente.


B agg. escl.

• (enfat.) Si usa per sottolineare la quantità, la misura, il numero di qlco. o di qlcu.: quante storie racconta!; quanto tempo è che non lo vedevo!; quante miserie ci sono al mondo!; quanto chiasso per nulla!; quanti discorsi e parole inutili!; quanto tempo sprecato!

C agg. rel.

• Tutto quello che: prendi quanti libri vuoi; tienlo per quanto tempo credi opportuno; puoi fermarti quanti giorni vuoi; avrà quanto denaro gli occorre │ Con ellissi del v.: quante teste, tanti pareri │ In correlazione con ‘tanto’: quanti gettoni ti servono, tanti comprane │ Nella loc. e quant'altro, eccetera, e via dicendo (al termine di un'elencazione): hanno chiacchierato di calcio, di economia e quant'altro.



Sezione Zingarelli

♦quànto
(2)

[lat. qŭantu(m), avv. da qŭantus ‘quanto (1)’; 1211]

A avv.

1 In quale misura o quantità (in prop. interr. dirette e indirette e in prop. escl.): quanto hai mangiato?; quanto fuma?; tu non sai quanto sia pentito!; quanto sono contento!; non avete idea di quanto lo desiderassi!; non so quanto abbiamo camminato; Dio solo sa quanto ho pianto per lui; desideravo conoscerti e non sai quanto!; mi sono proprio annoiato, e quanto!

2 Nella misura, nella quantità che (in prop. rel.): aggiungi sale quanto basta; strillava quanto poteva; studierò quanto posso; bisogna che lavoriate quanto è necessario │ Quanto a, in quanto a, per ciò che riguarda (con valore restrittivo): in quanto alle mie intenzioni, non è cosa che ti riguarda; quanto ai suoi capricci, meglio non incoraggiarli; quanto a fare le parti, pensateci voi; quanto ai denari che vi devo, provvederò a spedirvi un assegno.




In virtù di queste definizioni, mi chiedo:


Perchè c'è chi dice "cosa costa" al posto di "quanto costa"?

Forse c'è ancora qualcuno che paga in altra maniera che con i soldi? :O

[evitare battute sulla "natura" grazie!! :DDD ]






Una Parola Dal Mucchio

mercoledì 4 novembre 2009


Per chi non fosse mai capitato nella serie dei post "Una Parola Dal Mucchio", leggete qui per capire di cosa si tratta.
La parola che ho scelto oggi è :

ATTENZIONE

Dal dizionario Zingarelli
Sezione Zingarelli
attenzióne
[vc. dotta, lat. attentiōne(m), da attĕntus ‘attento’; 1363]
A s. f.
1 Intensa concentrazione fisica e mentale intorno a un determinato oggetto: attirare, concentrare, fermare, destare, suscitare, sviare l'attenzione; osservare qlco. con attenzione; per favore, un istante di attenzione │ Fare, prestare attenzione, stare attento (anche ellitt.): fa' attenzione alle macchine; fate attenzione a non scivolare!; attenzione al gradino! │ (est.) Cura, diligenza: mettere attenzione nel fare qlco.; studiare, lavorare, con attenzione.

2 (spec. al pl.) Atto gentile, affettuoso e riguardoso: colmare qlcu. di attenzioni; prodigare attenzioni; usare mille attenzioni a qlcu.; essere pieno di attenzioni per qlcu.

3 (psicol.) Processo cognitivo che consente di selezionare le informazioni in base alla loro rilevanza biologica o psicologica.

***

Ora tocca a voi, ricordate, un pensiero, un ricordo o qualsiasi altra cosa vi suggerisca questa parola.





Progetti

martedì 3 novembre 2009

Nella vita, oltre che di amicizia e socialità in generale, cosa per cui l'uomo esiste, da presto ci si impegna in dei progetti. Più o meno a lunga scadenza, più o meno seri o importanti e dispendiosi, ma la strada è questa. Anche chi non fa tantissimo o addirittura nulla, ha almeno un progetto, che potrebbe essere proprio quello di non fare nulla o poco.
I progetti spesso cambiano, in ragione dell'età, della condizione personale, delle possibilità economiche e non solo; talvolta li si fa senza pensarci troppo o pensando a noi stessi, altre legandoli inscindibilmente a chi ci sta intorno, o meglio, accanto.
A parte il futuro che per tanti, anzi troppi, è incerto, in base a cosa fate i vostri progetti?
E' giusto basarsi solo sulle proprie esigenze e sui propri desideri o è meglio tenere conto degli altri sempre e comunque?