
Perché guardando la strada si soffre meno il mal d’auto?
Di certo molti di voi hanno avuto o hanno a che fare con questo "problema" cioè il "mal d'auto", ma anche di treno, nave e qualsiasi altro mezzo di trasporto (in movimento) che lo possa provocare.
Ecco, il punto è proprio questo : la CHINETOSI (nome scientifico del "male"), è causato dall' eccessiva sollecitazione dell'apparato vestibolare ( sarebbe il cosiddetto orecchio interno, chiamato anche "organo dell'equilibrio"), generato da movimenti bruschi (curve, sbalzi d'aria, sollecitazioni esterne in generale) che, secondo dopo secondo vengono registrati e inviati al cervello.
In questa condizione, vengono inviati al cervello molti più input (informazioni circa il nostro movimento), che non riescono ad essere "elaborate" ed interpretate in maniera corretta, causando quindi quella sensazione di malessere che può sfociare in nausea e vomito.
Si crea un "conflitto" tra quello che è il nostro stare seduti in auto, (quindi fermi) ed il movimento che subiamo, (non dimentichiamo che anche gli occhi inviano delle informazioni circa "lo stato" del nostro movimento); ecco perchè chi soffre di chinetosi, in auto, guardando la strada, riesce spesso ad ovviare al problema. Infatti, in questa maniera aiuta il cervello a interpretare meglio i movimenti e inconsciamente il nostro corpo (magari in rpossimità di una curva), si prepara irrigidendo i muscoli dell'addome e del collo, si da far diminuire il movimento della testa e quindi l'ondeggiare dell'orecchio interno.
EDIT delle 15:30 ... da un approfondimento nei commenti avuto da:
TopGun [Ace In The Storm]
Aggiungo un elemento, il cervelletto.
Il cervelletto invia anch'esso un segnala al cervello circa la posizione del nostro corpo nello spazio. SuperQuark ha dedicato un bel servizio su questa cosa in una sua puntata.
Il succo che sono riuscito ad estrarre è che il corpo umano per registrare la sua posizione ha 3 sistemi.
La vista, l'apparato vestibolare, ed il cervelletto, quando camminiamo a piedi, questi tre segnali arrivano correttamente al cervello.
Quando invece siamo in auto succede che i tre segnali non arrivano più in maniera sincronizzata (ad esempio non vedere e quindi non prevedere una curva).
Tant'è, come si evince da commenti precedenti, che chi guida oppure è impegnato a prevedere comunque gli spostamenti dell'auto, non soffre alcun disturbo.
Il consiglio dell'esperto di SuperQuark fu paradossalmente quello di continuare a viaggiare, perchè in questo modo i segnali sfasati tornano ad essere in sincrono fra loro.
Scoprire questo per me è significato non soffrire più di mal d'auto senza ricorrere a nessun rimedio farmacologico.
Aggiungo un quarto elemento.
In base alla mia esperienza (oltre chiaramente allo stato di forma che di giorno in giorno non è mai lo stesso in ogni individuo) conta molto la concentrazione.
Ovvero cercare di controllare e tranquillizzarsi risolve un buon 80% del problema.
Il cervelletto invia anch'esso un segnala al cervello circa la posizione del nostro corpo nello spazio. SuperQuark ha dedicato un bel servizio su questa cosa in una sua puntata.
Il succo che sono riuscito ad estrarre è che il corpo umano per registrare la sua posizione ha 3 sistemi.
La vista, l'apparato vestibolare, ed il cervelletto, quando camminiamo a piedi, questi tre segnali arrivano correttamente al cervello.
Quando invece siamo in auto succede che i tre segnali non arrivano più in maniera sincronizzata (ad esempio non vedere e quindi non prevedere una curva).
Tant'è, come si evince da commenti precedenti, che chi guida oppure è impegnato a prevedere comunque gli spostamenti dell'auto, non soffre alcun disturbo.
Il consiglio dell'esperto di SuperQuark fu paradossalmente quello di continuare a viaggiare, perchè in questo modo i segnali sfasati tornano ad essere in sincrono fra loro.
Scoprire questo per me è significato non soffrire più di mal d'auto senza ricorrere a nessun rimedio farmacologico.
Aggiungo un quarto elemento.
In base alla mia esperienza (oltre chiaramente allo stato di forma che di giorno in giorno non è mai lo stesso in ogni individuo) conta molto la concentrazione.
Ovvero cercare di controllare e tranquillizzarsi risolve un buon 80% del problema.





