sabato 29 ottobre 2011

Bar Sport


Sedovessi definire questo film in maniera sintetica direi che è uno Zelig in forma cinematografica, per essere buono.
Sembra che Benni, che ha partecipato alla "costruzione" della pellicola, sia rimasto soddisfatto del risultato, ma forse è tutta diplomazia. Da lettore di Benni, il film non mi ha soddisfatto; c'è un abisso tra il libro e questa pellicola! Si, lo so che spesso è difficile portare dei libri al cinema (ed è difficile leggerli perché c'è buio in sala al momento della proiezione), però in questo caso credo sia stato ancora più difficile ed il risultato non positivo. La scrittura di Benni ti seduce, ti affascina, ti conquista e poi la ami per sempre; il film per lunghi tratti lento e lievemente noioso, non seduce, non affascina e non conquista, anzi allontana e...divorzi subito (dal film)!
Peccato, perché il cast prometteva bene, anche se in diversi non sono stati messi nella condizione di potersi esprimere al meglio come in altre occasioni (tra questi Catania e Finocchiaro).
Se dovessi individuare qualcosa di positivo, direi che gli effetti animati sono qualcosa di simpatico ed originale.
VOTO 5



lunedì 24 ottobre 2011

This Must Be The Place



Intenso,lento, profondo, questi i tre aggettivi per descrivere questo bel film. La lentezza, in genere caratteristica non positiva quando si parla di un film, qui invece esalta il tutto, soprattutto il ruolo del protagonista, interpretato dal bravissimo Sean Penn, un ruolo di sicuro non facile. Quest'uomo migliora film dopo film!
Storia interessante e ben raccontata; nonostante il protagonista sia una persona un po' fuori dagli schemi, il suo percorso personale di ricerca (di una persona, ma alla fine) di se stesso, riguarda molte più persone di quanto si possa immaginare.
Tre aggettivi dicevo, intenso come lo stato d'animo dei vari personaggi che quasi lo si riesce a respirare in sala; lento come il processo di ricerca del protagonista e profondo come l'abisso da cui egli parte. In questo "viaggio" interiore, lo spettatore può ammirare un panorama incredibile, non comprensibile a chi guarda solo con gli occhi. Incredibile è anche la gran quantità di riflessioni che questa pellicola scatena e che verrebbe voglia di scrivere ma, come dice il protagonista: "Qualcosa mi ha disturbato, non so bene cosa, ma qualcosa mi ha disturbato..."

Ah, dimenticavo: emozionante la parte in cui David Byrne canta This Must Be The Place.

Chissà quali tre aggettivi vengono/verranno in mente a quelli di voi che lo hanno visto o lo vedranno...
VOTO 8,5




domenica 23 ottobre 2011

I Tre Moschettieri



Levo subito il dubbio se vederlo in 3D o no, la risposta è NO! A parte, (come al solito), i titoli d'apertura e qualche scena che però non ha bisogno del 3D, la pellicola non ha nessun valore aggiunto dalla tridimensionalità.
Ennesima versione di un classico conosciuto da tante generazioni; questa versione però ha molto di speciale, a parte gli effetti ed la spruzzatina di 3D, "rubacchia" da altri film per diventare un piatto con tanti gusti; azione, suspance, amore i maggiori ingredienti. Milady da prova di grande agilità e si destreggia alla grande evitando "antifurti"e maneggiando armi per difendersi (e non solo) dal nemico di turno; Milla Jovovich non ha perso le abitudini di qualche suo film precedente e le sfoggia anche in questo. Una "dama" del '600 poco credibile, molto più "vicina" a Matrix!
Altra particolarità: vedere Bloom nel ruolo del cattivo.
Anche i tre (poi quattro come sempre) moschettieri subiscono in questa versione un restyling, sia interiore che d'immagine ed usano ben più delle classiche spade. Tra qualche anno li vedremo in una ancor più avveniristica versione con l'iPhone e qualche App per tirare di spada per sbaragliare gli avversari, ma con meno fatica. Una pellicola probabilmente originale che non dispiace, ma nemmeno esalta. Uno per tutti, tutti per uno sia, noinostante tutto!
VOTO 6,5



lunedì 17 ottobre 2011

Abduction - Riprenditi La Tua Vita



Ve lo dico subito: evitate di andare a vedere questo film al cinema. E' difficile trovare delle cose positive in tutto, dalla regia alla recitazione del cast; a cominciare dal protagonista, forse rimasto ancora con la testa a Twilight. Ha da migliorare tantissimo, anzi, diciamo che non può essere ancora definito "attore"; in diverse scene risulta particolarmente goffo, impacciato.
Il film, è tempestato di forzature narrative, scene banali e dialoghi imbarazzanti per via dei toni sbagliati e poco credibili, le scene d'azione poi risultano esagerate per la portata della pellicola.
Il paragone sfoggiato nel trailer radiofonico - alla Trilogia The Bourne Identity - è quanto mai ingannevole ed irriverente, anzi, direi che è proprio offensivo!
Questo è un leggero filmetto (spara-spara/amici-amici, ti voglio bene/ci mettiamo insieme) da passare in Tv nei pomeriggi per adolescenti poco esigenti. No, Jason Bourne era tutt'altra cosa!
VOTO 4,5






Niente Da Dichiarare




Senza dubbio divertente, ma molto meno e non quanto ci si poteva apettare rispetto al più fortunato "Giù Al Nord", precedente "creatura" del regista Dany Boon (che è anche uno dei due protagoinisti).
Per lunghi tratti il ritmo del film è lento, quasi noioso, vuoto e non trova la sua giusta dimensione. Anche il tema affrontato risulta scollato da tutto il resto per via di uno sviluppo forzato.
Non c'è molto altro da aggiungere, se non che poer vederlo, sarà bene aspettare che lo passino in Tv evitando accuratamente di andare al cinema.
Insomma, stavolta il clan francese fa acqua! Per il prossimo film sarà il caso di trovare un altro tema da sviluppare?
VOTO 5




mercoledì 5 ottobre 2011

Drive



I primi 20 minuti sono di una intensità pazzesca. Quasi tutto il film "vive" su un ritmo lento ma intessuto di grandi emozioni, per poi, di tanto in tanto accelerare e correre "a manetta"; riprende un po' l'andare in auto del protagonista nei momenti in cui si occupa di lavori non proprio puliti.
Anche i momenti di silenzio
totale (diversi durante il procedere della pellicola) parlano e lo fanno grazie alle immagini, i primi piani e le soggettive.
Il protagonista è un tipo freddo, determinato, di poche parole, a tratti timido, scaltro, ma anche duro e come molti duri ha un cuore enorme ("I duri hanno due cuori"- cantava Ligabue). Lo scorpione cucito sul retro del suo giubbotto non è un caso.
Notevole la scelta della colonna sonora, buona la regia, pregevole la fotografia.

VOTO 7,5