giovedì 15 novembre 2007

Una Storia...Quando Il Blog Lo Fate Voi



Primo vero appuntamento con l'Open Blog qui su blogspot; per chi non fosse al corrente, in genere una volta al mese, il post nel mio blog viene scritto dai lettori. Tutti insieme si scrive una storia; Voi scrivete nei commenti, leggendo bene i commenti già scritti, poi io pubblico i vostri spezzoni di storia. per capire un po' meglio come funziona potete dare uno sguardo alla sezione OPENBLOG, (basta cliccarci sopra!) nell'elenco delle etichette posto nel lato destro di questa pagina...
Io inizio questa storia, Voi la continuate...

Era una notte piuttosto fredda ma tranquilla in questa metropoli dal nome singolare...
( GRETA ) Wooded City, "Davvero uno strano nome per una città che di verde ha poco o nulla" pensò diverita Sarah mentre guardava l'incedere infreddolito delle ormai poche persone che le scorrevano accanto. Nonostante fosse tardi quella sera non aveva voglia di tornare nel suo appartamento,rallentò il passo decisa a godersi appieno quella tranquillità tanto insolita per una città così grande e girò per Convent Street. Quella strada le era sempre piaciuta, mai troppo affollata, qualche edificio conservava ancora una parvenza provinciale, piccoli negozi dove estraniarsi per un attimo dal caos e della frenesia che ormai sembrava pervadere tutti. Seguitando a camminare una folata di vento, più fredda del solito, la fece rabbrividire e istintivamente chiuse gli occhi, quando li riaprì però il suo sguardo fu attirato da...( AZUL ) un uscio socchiuso, all'altro lato della strada. Aveva l'impressione che dietro a quella porta ci fossero due occhi a fissarla. Provò a guardare più attentamente senza dare troppo nell'occhio, ma la fessura era troppo buia e lontana per lasciare intravvedere qualcosa. Fece un respiro profondo, chiuse gli occhi, li raprì. Niente, l'impressione restava; anzi, si faceva sempre più forte. Cercò di non farci caso, di proseguire per la sua strada, cacciando questo pensiero nella convinzione che fosse uno scherzo della sua mente. Fu proprio allora che udì una vocina fievole, confusa dal fischio del vento, pronunciare il suo nome: Sarah... Sarah..( SUYSAN ) si fermò e cercò di ascoltare meglio, non era la sua fantasia, la vocina era reale e veniva da quella porta socchiusa.Si fece coraggio e piano piano spinse la porta,era molto buio ma in lontanaza si vedevano due occhi gialli che si aprivano e chiudevano .....Sarah si chiese se erano occhi di un essere umano...( IRENE ) la paura inziò pian piano ad essere sopraffatta dalla curiosità. Sfilò dalla tasca della giacca l'accendino con cui accendeva le sue sigarette; per la prima volta quel suo brutto vizio tornò utile e seguendo la flebile luce della fiammella camminò con passi incerti verso quei profondi occhi che la fissavano con intensità...( TITTY ) e scopri che quegli occhi gialli che la fissavano appartenevano ad un anziana signora che abitava li e che Sarah conosceva bene perchè era fino a qualche giorno prima la proprietaria di una piccola libreria...!! Sfortunatamente la signora aveva dovuto chiudere l'attività perchè era in età avanzava e non riusciva a trovare nessuno che volesse mandare avanti il negozio..!! Appena Sarah attraversò la porta (che era il retro bottega del suo negozio) vide la povera signora legata ad una sedia che... ( RAPHAELA2) cercava di sbrogliarsi in tutti i modi, con ogni minimo gesto; sì, perchè l'anziana signora Feltrinow, aveva solo un braccio, e quei delinquenti non avevano avuto pietà della povera vecchietta. Ma la cosa assurda è che il negozio appena attraversato da Sarah non presentava alcun disordine ed i libri erano al loro posto come sempre. Sarah conosceva molto bene quel luogo, era cresciuta lì, tra una buona lettura ed una bevanda calda, tra parole di scrittori e strofe di poeti.....( GRETA ) Sì, tutto sembrava esser dove era sempre stato, Sarah dalla rapida occhiata che gettò intorno, prima di avvicinarsi alla vecchina, potè solo constatare questo. Mentre riprendendosi dallo stupore della scena che le si era presentata innanzi, si accingeva a liberare l'anziana signora Feltrinow, udì ancora quel debole richiamo "Sarah... Sarah...".
Fu allora che guardò con più attenzione il volto della libraia e si accorse che sotto i suoi occhi spaventati, sulla bocca era ben fissato del nastro adesivo... "Dunque" esclamò Sarah "non è stata lei ad invocare il mio nome ", fece allora per liberarle la bocca quando il suo sguardo cadde oltre l'anziana figura, era una luce quella che le sembrava di scorgere tra pile di vecchi libri? Sì, seppur flebile, avrebbe giurato che si trattasse di una luce e proprio mentre stava per chiedere spiegazioni...
"


13 commenti:

Greta ha detto...

(spero di aver compreso bene! è la mia prima volta siate clementi :D)

Wooded City...
"Davvero uno strano nome per una città che di verde ha poco o nulla" pensò diverita Sarah mentre guardava l'incedere infreddolito delle ormai poche persone che le scorrevano accanto. Nonostante fosse tardi quella sera non aveva voglia di tornare nel suo appartamento,rallentò il passo decisa a godersi appieno quella tranquillità tanto insolita per una città così grande e girò per Convent Street. Quella strada le era sempre piaciuta, mai troppo affollata, qualche edificio conservava ancora una parvenza provinciale, piccoli negozi dove estraniarsi per un attimo dal caos e della frenesia che ormai sembrava pervadere tutti. Seguitando a camminare una folata di vento, più fredda del solito, la fece rabbrividire e istintivamente chiuse gli occhi, quando li riaprì però il suo sguardo fu attirato da...

Azul ha detto...

...un uscio socchiuso, all'altro lato della strada. Aveva l'impressione che dietro a quella porta ci fossero due occhi a fissarla. Provò a guardare più attentamente senza dare troppo nell'occhio, ma la fessura era troppo buia e lontana per lasciare intravvedere qualcosa. Fece un respiro profondo, chiuse gli occhi, li raprì. Niente, l'impressione restava; anzi, si faceva sempre più forte. Cercò di non farci caso, di proseguire per la sua strada, cacciando questo pensiero nella convinzione che fosse uno scherzo della sua mente. Fu proprio allora che udì una vocina fievole, confusa dal fischio del vento, pronunciare il suo nome: Sarah... Sarah..."

Suysan ha detto...

....si fermò e cercò di ascoltare meglio, non era la sua fantasia, la vocina era reale e veniva da quella porta socchiusa.Si fece coraggio e piano piano spinse la porta,era molto buio ma in lontanaza si vedevano due occhi gialli che si aprivano e chiudevano .....Sarah si chiese se erano occhi di un essere umano.........

Irene ha detto...

...la paura inziò pian piano ad essere sopraffatta dalla curiosità. Sfilò dalla tasca della giacca l'accendino con cui accendeva le sue sigarette; per la prima volta quel suo brutto vizio tornò utile e seguendo la flebile luce della fiammella camminò con passi incerti verso quei profondi occhi che la fissavano con intensità...

titty ha detto...

e scopri che quegli occhi gialli che la fissavano appartenevano ad un anziana signora che abitava li e che Sarah conosceva bene perchè era fino a qualche giorno prima la proprietaria di una piccola libreria...!! Sfortunatamente la signora ha dovuto chiudere l'attività xchè età avanzava e non riusciva a trovare nessuno che volesse mandare avanti il negozio..!! Appena Sarah attraverso la porta (che era il retro bottega del suo negozio)vide la povera signora legata ad una sedia che....!!!

raphaela2 ha detto...

cercava di sbrogliarsi in tutti i modi, con ogni minimo gesto, sì perchè l'anziana signora Feltrinow aveva solo 1 braccio, e quei delinquenti non avevano avuto pietà della povera vecchietta. Ma la cosa assurda è che il negozio appena attraversato da Sarah non presentava alcun disordine ed i libri era ordinati come sempre. Sarah conosceva molto bene quel posto,era cresciuta lì tra una buona lettura ed una bevanda calda, tra parole di scrittori e strofe di poeti.....

Greta ha detto...

Sì, tutto sembrava esser dove era sempre stato, Sarah dalla rapida occhiata che gettò intorno prima di avvicinarsi alla vecchina potè solo constatare questo. Mentre riprendendosi dallo stupore della scena che le si era presentata innanzi si accingeva a liberare l'anziana signora Feltrinow udì ancora quel debole richiamo "Sarah... Sarah...".
Fu allora che guardò con più attenzione il volto della libraia e si accorse che sotto i suoi occhi spaventati, sulla bocca era ben fissato del nastro adesivo... "Dunque" esclamò Sarah "non è stata lei ad invocare il mio nome ", fece allora per liberarle la bocca quando il suo sguardo cadde oltre l'anziana figura, era una luce quella che le sembrava di scorgere tra pile di vecchi libri? Sì, seppur flebile, avrebbe giurato che si trattasse di una luce e proprio mentre stava per chiedere spiegazioni...

AndreA ha detto...

Greta, alla grande, hai capito benissimo questa cosa della storia!!
Brava!! ;-)
Buon sabato!!!

AndreA ha detto...

Azul, grazie come al solito per il tuo immancabile contributo!!
Buon sabato!! ;-)

AndreA ha detto...

Suysan, anima thriller eh???
Brava!! :-)
Buon sabato!!

AndreA ha detto...

Irene, grazie anche a Te per il tuo contributo, mi è piaciuta molto la notazione "contro" il fumo!!!
Eh,eh,eh, delicata, semplice, ma efficace!!! ;-)
Buon sabato!! :-)

AndreA ha detto...

Titty, un colpo di scena inaspettato!! Interessante!!
Buon sabato!! :-)

AndreA ha detto...

Raphaela2, Signora Feltrinow eh??
Ogni riferimento al nome di una famosa casa editrice è puramente casuale!! ah,ah,ah... :-D
Grazie anche a Te per il contributo.
Buon sababto!! :-)